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Ibrahim
Mahama

Untitled

Luogo: Ghana
Datazione: 2018
Materiale / Tecnica: Teloni di metallo di scarto, sacchi di iuta grezza tinti con marcature. Tecnica mista
Provenienza: Opera acquisita grazie al Piano per l’Arte Contemporanea 2025 promosso da Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura.
Descrizione:

Ibrahim Mahama (1987, Tamale, Ghana) è un artista la cui pratica si fonda sull’impiego di materiali di recupero – sacchi di juta, teloni metallici, traversine ferroviarie – provenienti da mercati, porti e spazi produttivi del Ghana, che vengono assemblati e ricuciti fino a comporre ampie superfici tessili con le quali ha avvolto edifici e istituzioni in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia a Documenta. In queste operazioni, il residuo delle economie postcoloniali si trasforma in materia espressiva dotata di una precisa valenza politica, portando iscritte nelle proprie trame le tracce della circolazione globale delle merci e delle condizioni di lavoro che le accompagnano. 

Untitled si presenta come una composizione di sacchi di juta consunti e frammenti di teloni cuciti insieme, sulle cui superfici permangono le iscrizioni originali – tra cui “Ghana Cocoa Board – Produce of Ghana” e “Made in India” – accanto a segni di conteggio e annotazioni manuali che rendono il tessuto una sorta di registro involontario dei transiti e delle mani attraverso cui è passato. Il marchio del Ghana Cocoa Board rinvia all’ente governativo preposto alla gestione del cacao ghanese, una delle principali risorse di esportazione del paese, il cui commercio si colloca in una rete di scambi globali che perpetua dinamiche di dipendenza economica di matrice coloniale. Collocata a sormontare l’ingresso della Collezione di Arti e Culture Africane, l’opera assume il ruolo di una dichiarazione programmatica che accoglie il visitatore fin dalla soglia, affermando la vitalità e la contemporaneità dei linguaggi visivi del continente africano attraverso la voce di uno degli artisti più autorevoli della scena internazionale, e invitando a guardare al patrimonio storico del Museo attraverso la lente critica del presente. ML