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Daiara
Tukano

Hori

Datazione: 2023
Materiale / Tecnica: Pittura acrilica su tela
Collezione / Inventario: Museo delle Civiltà, Roma. N. INV. MuCiv 24.S48-8.123
Provenienza: Opera acquisita grazie al Piano per l’Arte Contemporanea 2023 promosso da Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura.
Descrizione:

Daiara Tukano (1982, São Paulo, Brasile) è un’artista, attivista e ricercatrice dei saperi ancestrali del suo popolo, i Tukano, della regione amazzonica dell’Alto Rio Negro, di cui tramanda la cosmologia e la mitologia visiva attraverso le sue opere. Figlia di Álvaro Tukano, uno dei più importanti leader politici del movimento per la difesa dei diritti dei popoli indigeni, nella sua pratica artistica si ispira spesso ai propri sogni e alle visioni indotte dalla medicina indigena dell’ayahuasca. Hori (che significa “visione” in lingua tukano) è un’opera tratta dall’omonima serie, iniziata nel 2013, in cui la pittura non è solo rappresentazione, ma anche atto di conoscenza e di resistenza, e un modo per riattivare il legame tra l’umano e il non umano, tra la memoria della comunità e la lotta contro la distruzione ambientale e culturale dell’Amazzonia. La superficie dell’opera diventa quindi un portale, uno spazio cerimoniale che invita lo spettatore a percepire la presenza di ciò che non si vede, a sentire la continuità tra spirito e materia. Fissando intensamente l’opera per qualche secondo, i motivi geometrici e i colori vibranti sembrano muoversi, pulsare o creare una sorta di profondità tridimensionale. Un’esperienza visiva che induce appunto a visioni, che emulano le percezioni raggiunte attraverso l’uso del caapi, più comunemente noto come il decotto che se ne produce, ovvero l’ayahuasca, che ha effetti psicoattivi su chi la consuma. Questa è la medicina all’origine di tutta la conoscenza, della storia, della lingua, dei canti e dei disegni del popolo Tukano. L’opera dell’artista si presenta quindi come una pittura-dispositivo, in cui i colori intensi, le linee fluide e le geometrie simboliche attivano una percezione altra, con la quale guardare anche i manufatti custoditi nelle collezioni del MUCIV con uno sguardo diverso. ML