OPEN CALL_Am I Evil?
Am I Evil? è un percorso collettivo di ricerca e scrittura a cura di Ubah Cristina Ali Farah e Simone Basani, realizzato al MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma. Attraverso la scrittura dell’erotico, il laboratorio interroga criticamente le eredità del colonialismo nei corpi, nei desideri e negli immaginari contemporanei. Partendo dalla figura di Jeanne Walschot e dal confronto con l’archivio del Museo – inteso anche nei suoi vuoti, silenzi e rimozioni – il percorso si svilupperà attraverso letture, esercizi di scrittura, immagini, materiali d’archivio e pratiche di confronto. È rivolto a chi pratica la scrittura, la performance o la ricerca, a studenti e studentesse e a tutte le persone interessate a sperimentare la scrittura come pratica critica e collettiva.

Come candidarsi
Per candidarsi è necessario inviare, entro il 29 settembre 2026, una lettera di motivazione in formato PDF, indirizzata a Ubah Cristina Ali Farah e Simone Basani, all’indirizzo e-mail amievil.workshop@gmail.com.
Nella lettera ti chiediamo di inviarci:
- Una brevissima nota biografica
- perché desideri partecipare al laboratorio;
- la menzione o riferimento a una scena erotica tratta da un libro, un film, una canzone o un’altra opera artistica nella quale un personaggio scopra qualcosa del proprio modo di relazionarsi all’altro e, attraverso questa esperienza, qualcosa di sé.
La lettera può essere scritta in italiano, inglese, francese.
Entro il 13 ottobre tutte le persone candidate riceveranno una risposta.
Per qualsiasi dubbio relativo all’accessibilità, alla privacy o alle modalità di partecipazione è possibile scrivere a amievil.workshop@gmail.com.
Per ulteriori informazioni: OPEN CALL_Am I Evil?
Curatela dell’edizione: MUCIV-Museo delle Civiltà (2026– 2027), Ubah Cristina Ali Farah e Simone Basani
Produzione: MUCIV-Museo delle Civiltà nell’ambito di un programma sostenuto dalla Direzione Generale Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura.
Coproduzione: ASIF (Roma), con il supporto di nadine (Bruxelles).
In copertina: foto di Bilal Kamilla Arnout
