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Home > Collezioni > Arti e Culture Contemporanee > Diritti ai semi, diritti dei semi (Rights to Seeds, Rights of Seeds)

Diritti ai semi, diritti dei semi (Rights to Seeds, Rights of Seeds)

Datazione: 2024
Materiale / Tecnica: Ferro, ceramica, sementi
Collezione / Inventario: Museo delle Civiltà, Roma
Provenienza: Opera acquisita grazie al Piano per l’Arte Contemporanea 2024 promosso da Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura.
Descrizione:

L’installazione Rights to Seeds, Rights of Seeds di Cooking Sections (fondato a Londra nel 2013 da Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe) si posiziona in dialogo con la raccolta di semi e prodotti agricoli delle collezioni dell’ex Museo Coloniale di Roma e congiunge il racconto storico con gli scenari e le urgenze del presente. Attraverso il progetto CLIMAVORE x Jameel, presso il Royal College of Art di Londra, Cooking Sections collabora con 40 aziende agricole e cooperative in Puglia e Sicilia (tra le regioni italiane con il più alto indice di aridità). L’intervento degli artisti permette di riflettere sulla necessità di condividere la riflessione sull’eredità storica rappresentata dalle monoculture estensive delle agricolture coloniali e, insieme, di preservare i semi rari e autoctoni contemporanei, come i 125 semi di diverse varietà di ortaggi del Sud Italia, non registrati e resistenti all’aumento delle temperature e alla siccità, utilizzati nell’installazione. Queste sementi sono conservate all’interno di vasi in ceramica che si ispirano ai tradizionali contenitori di semi dell’Italia meridionale, smaltati con ceneri provenienti dalla raccolta di residui di semi e rami di alberi d’olivo seccati durante la diffusione del batterio xylella, che ha compromesso la monocultura olivicola nel sud della Puglia. Una volta depositate, le sementi verranno scambiate da agricoltrici e agricoltori durante 2 eventi annuali – connessi rispettivamente alla semina e al raccolto – che si terranno presso il MUCIV-Museo delle Civiltà. Il quale, in questo senso, ha siglato un protocollo annuale di “scambio di semi” che formalizza la custodia dei semi non registrati e permette a questi ultimi di rimanere liberi da rivendicazioni di proprietà, brevetti o restrizioni e interessi commerciali. In questo modo il museo stesso diventa una piattaforma attiva che permette la riflessione storica e, insieme, la circolazione libera di sementi contemporanee, agendo come uno spazio-tempo di riparazione naturale-culturale e riconoscendo nel patrimonio agricolo italiano e nei saperi tradizionali ad esso connessi un bene non solo da conservare ma da mantenere vivo nel presente. L’installazione di Cooking Sections rappresenta, così, un’opportunità per poter condividere una riflessione sulle diverse implicazioni dei “diritti della natura”, partendo proprio dai diritti dei semi depositati e circuitati dall’installazione stessa. ML