Incontro con Elio Pecora e presentazione de “Lo cunto de li cunti” e “La ragazza con il vestito di legno”
Ingresso con Biglietto Amico 5 €
Evento nell’ambito del programma In Piazza: le voci, i volti, i racconti del MUCIV, in collaborazione con Bibliotheka Edizioni
Alla presenza dell’autore Elio Pecora in dialogo con Elena Zagaglia
Elio Pecora presenta i suoi due volumi editi da Bibliotheka, Lo cunto de li cunti e La ragazza con il vestito di legno, titoli che ben si inseriscono nella tematica della mostra Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana.
Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille, pubblicato postumo nel 1634-36, è una raccolta di cinquanta fiabe di origine popolare, raccontate nel corso di cinque giornate (da cui il titolo postumo de Il Pentamerone) e inserite all’interno di una cornice narrativa che le raccorda.
Un libro mirabile, interamente scritto nel napoletano dell’età barocca, una lingua colma di umori e di invenzioni che attrae ed esalta, consola e atterrisce.
Elio Pecora le ha riscritte nella lingua italiana di oggi, consegnando al lettore il godimento per quelle straordinarie narrazioni.
“Se ho svestito l’originale della sua forma ineguagliabile, credo e spero di averne rispettata la meravigliosa sostanza”, scrive Elio Pecora. “Ho fatto, insomma, quel che vale da sempre per la fiaba che, passando di paese in paese, di secolo in secolo, ogni volta si rinnova nella lingua viva e prossimaˮ.
“Mi è accaduto anni fa, per un lavoro radiofonico, di avvicinarmi allo sterminato patrimonio fiabistico italiano. Ripercorrevo a mio modo i territori percorsi, con ben altri fini e strumenti, da Italo Calvino e, prima e dopo di lui, da una schiera folta di etnologi, di folcloristi, di antropologi.
Allora scelsi e tradussi dagli originari dialetti un gruppo di fiabe, anche di favole e di leggende, delle varie regioni italiane.
L’intenzione e la presunzione del mio progetto non furono che quelle di comunicare uno stupore, una meraviglia, ma anche di stupire e di meravigliare raccontando non più che i destini e i desideri di tanti”. (Elio Pecora)

