“La cassetta degli attrezzi”. Introduzione ad alcune tecniche asiatiche di pacificazione del mentale
Conferenza a cura di Massimiliano A. Polichetti, già Direttore del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’, già Curatore delle Collezioni tibetane e nepalesi del Museo delle Civiltà, nell’ambito del programma Storie d’EUR_Asia
Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata
La pratica regolare della meditazione aiuta a saper discernere tra le configurazioni abitudinarie della vita di tutti i giorni per utilmente abbandonare gli schemi ideologici e comportamentali compulsivi, o anche non perfettamente consapevoli, dannosi tanto per sé che per gli altri. Riuscire a superare tali schemi renderà senz’altro più agevole l’approccio a quel centro di naturale e positiva creatività posto in ognuno che le varie tradizioni spirituali hanno chiamato con i nomi più vari. Da millenni vengono proposte metodiche di rettificazione della componente mentale intese a trasformare la mente ordinaria – generalmente distratta e poco analitica – in uno strumento duttile che possa anche farsi carico d’un tale giudizio dalle talvolta portentose conseguenze. In questa presentazione si accennerà ad alcuni di questi metodi.
«La “meditazione” [in tibetano: gom] è l’atto di mantenere a lungo l’attenzione su di un oggetto o su specifici aspetti focalizzando ripetutamente la mente su di un contenuto virtuoso. Lo scopo è il seguente: da tempo senza inizio si è stati sotto il controllo della mente, la mente non è stata sotto controllo. La mente tende inoltre a essere oscurata dalle afflizioni e contaminazioni mentali. La meditazione è pertanto destinata a portare la mente, origine di tutti i difetti e le imperfezioni, sotto controllo rendendola efficiente. Efficienza significa che la si può dirigere verso gli oggetti virtuosi di meditazione come si desidera.» Tsongkhapa (1357 – 1419), The Great Treatise on the Stages of the Path to Enlightenment, a cura del Chenmo Translation Committee (2000) p. 99 [traduzione italiana del relatore].
BIO
Già Funzionario Storico dell’Arte asiatica del Ministero della Cultura specialista per l’arte indiana, tibetana e nepalese per il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ (dal 1° settembre 2016 facente parte del MUCIV- Museo delle Civiltà) di cui è stato Direttore; fino al 1° novembre 2025 è stato Curatore delle Collezioni tibetane e nepalesi del Museo delle Civiltà.
Dal 1980 tiene conferenze e lezioni universitarie di storia dell’arte e di filosofia delle religioni. Dal 1988 al 1990 è stato ricercatore presso la Jawaharlal Nehru University di New Delhi. Nel 1992 è stato incaricato dal Ministero della cultura di tenere corsi di storia dell’arte comparata presso varie istituzioni in India. Ha pubblicato oltre centosessanta tra articoli e monografie riguardanti principalmente i vari aspetti attinenti alla tradizione buddhistica indo-tibetana, curando – tra l’altro – un volume dedicato alle arti tibetane sul The Tibet Journal (Dharamsala) e co-editando il volume Visibilia invisibilium – Non invasive analyzes on Tibetan paintings from the Tucci’s expeditions (Roma). Ha curato e co-curato diverse mostre scientifiche. Ha condotto ricerche sul campo, anche con l’approvazione del Governo indiano, nell’area himalayana indiana.
In copertina: Il buddha Amitabha, Tibet, XVII secolo, cristallo di rocca, MUCIV-Museo delle Civiltà, Roma. N. INV. MNAO 20649
Missioni di Giuseppe Tucci, donazione di Francesca Bonardi
Missioni di Giuseppe Tucci, donazione di Francesca Bonardi
