Il valore delle immagini. Andrea Mantegna tra Oriente e Occidente, tra simboli e iconografia
Incontro nell’ambito del programma Storie d’EUR_Asia
Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata
L’arrivo di Andrea Mantegna a Mantova al servizio di Ludovico II Gonzaga nel 1460 coincide con la presenza a corte del papa Pio II Piccolomini e di molti principi europei e dignitari ecclesiastici, convocati per la dieta dei Principi dell’Impero che nel 1459 si riunirono a Mantova, convocati dal papa, per programmare una crociata per la riconquista di Costantinopoli, conquistata dagli Ottomani nel 1453.
Mantegna inizia a lavorare a Mantova in questo contesto politico-culturale che ebbe degli importanti riflessi anche nella produzione artistica italiana di metà Quattrocento e che, però, è spesso dimenticato dagli studiosi che si concentrano sui capisaldi del Rinascimento come universalmente è conosciuto, quale soprattutto la rinascita del modello antico. Mantegna però è un caso interessantissimo di artista le cui immagini segnano una scelta originale che cerca di trovare un equilibrio tra il modello antico, sostenuto dalla cultura umanistica, e il modello bizantino su cui non solo è cresciuta la cultura figurativa veneta, ma che in quegli anni segnala l’aspirazione a una ripresa di contatti politicamente, religiosamente e culturalmente pacifici con Bisanzio.
Con l’analisi di alcune opere, si cercherà di tracciare le linee evolutive di questo percorso figurativo di assoluta unicità nel panorama artistico italiano a cavallo della metà del XV secolo.
BIO
Il Prof. Leandro Ventura, Dirigente storico dell’arte del Ministero della cultura, è stato Segretario regionale del Ministero della cultura per il Molise e ha diretto il Museo delle Civiltà di Roma. Attualmente è Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e ha dato vita a vari progetti di documentazione e ricerca etnografica di rilievo nazionale, tra cui il Geoportale della Cultura Alimentare, il ciclo di mostre Racconti (in)visibili, le Linee Guida per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, la Mappatura delle rievocazioni storiche e Tocatì – Un patrimonio condiviso per la formazione delle comunità ludiche.
Ha insegnato e insegna presso la Sapienza Università di Roma, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università di Perugia, l’Università di Siena, l’Università del Molise, l’Università di Bergamo.
È stato membro del Comitato scientifico dell’Istituto di studi rinascimentali di Ferrara e conservatore onorario dei monumenti di Sabbioneta. Ha dedicato la sua attività di ricerca principalmente al contesto mantovano, in particolare alla committenza e al collezionismo dei Gonzaga, pubblicando saggi e monografie su Pisanello, Andrea Mantegna, Lorenzo Leonbruno, Isabella d’Este, Correggio, Sabbioneta. È collaboratore di riviste scientifiche quali il Burlington Magazine, Mitteilungen des kunsthistorischen Institutes in Florenz, Venezia Cinquecento, Critica d’arte, Ricerche di storia dell’arte, Art e Dossier, Atti e memorie dell’Accademia Nazionale Virgiliana, Civiltà mantovana, Dialoghi mediterranei.
In copertina: Andrea Mantegna, Trittico degli Uffizi – Adorazione dei Magi

